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La storia del bidet | KV Blog

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di: Kiamami Valentina | pubblicato il: 27 ottobre 2017

La presunta origine del bidet

KV Store è il negozio di arredo bagno e accessori che vuole soddisfare non solo le vostre necessità ma anche le vostre curiosità. Uno strumento per l’igiene intima dalla storia controversa, il bidet è un apparecchio che, solamente in alcuni paesi o tra le fasce ricche della popolazione, viene utilizzato in bagno stando a cavalcioni, posizione che nella lingua francese avrebbe dato il nome a quest’oggetto e che potrebbe tradursi in “pony”. Se il significato del termine non è certo, ancor meno lo è l’origine che questo strumento avrebbe. Secondo alcune ricerche, il bidet farebbe la sua prima comparsa nei primi decenni del 1700 in Francia nell’abitazione del Primo Ministro per opera del suo inventore, Christophe Des Rosiers, che lo avrebbe realizzato per la moglie Madame De Prie.

I bidet di Versailles: regali ma poco utilizzati

La successiva diffusione del bidet, lo portò anche nella prestigiosa e sfarzosa Reggia di Versailles, dove sembrerebbe ne fossero stati installati addirittura 100. L’iniziale entusiasmo tra l’aristocrazia di allora, ben prestò sciamò, è risaputo infatti che i nobili inquilini non si distinguevano certamente per la pulizia, pecca che veniva piuttosto oscurata con ingenti quantità di profumo ed essenze. Di lì a poco anche il bidet venne quindi rimosso dai bagni. Le ragioni di questa scelta probabilmente devono essere ricercate all’interno delle credenze che circolavano nel XVIII secolo. Spesso l’igiene non solo era considerato superfluo, ma per il pensiero religioso poteva essere una terribile fonte di peccati lavarsi le zone intime. C’è da considerare il fatto che fosse totalmente assente un’educazione legata alla pulizia della persona, bisogna attendere almeno un secolo dopo per trovare i primi segnali di un’evoluzione in questa direzione. Tuttavia, mentre tra le teste coronate il bidet divenne presto un oggetto obsoleto e inutile, per le prostitute nelle case d’appuntamento divenne uno strumento indispensabile ed è qui che i pregiudizi hanno iniziato a diffondersi.

La comparsa del bidet alla Reggia di Caserta

Parallelamente, verso la metà del 1700 il bidet fece la sua comparsa all’interno di un’altra famosa residenza reale, la Reggia di Caserta, per volere di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. La regina, ignorando le dicerie a riguarda, volle questo oggetto nelle sue stanze per la pulizia personale. Nel casato dei Borbone, che regnavano anche sul Regno di Napoli, bisogna sottolineare che c’era una moderna concezione dell’igiene, decisamente anacronistica per l’epoca. Mentre, così narrano le leggende, tali conoscenze non erano date anche tra i reali della famiglia Savoia che ne avrebbero disconosciuto totalmente l’uso. Nonostante il bidet fosse stato introdotto, la sua diffusione sul suolo italiano è stata piuttosto modesta, tant’è vero che anche oltre un secolo dopo non aveva trovato il benestare delle classi più agiate.

La scomparsa fino al ritorno nel secondo dopoguerra

Si può quindi affermare che dall’utilizzo iniziale avvenuto nel 1700 in Francia, il bidet non ebbe un grande successo nemmeno nei decenni successivi. Tralasciando la scarsità di igiene, a contrastare la sua diffusione c’era costantemente l’idea che fosse uno strumento per prostitute e quindi considerato da evitare. A partire dal ‘900, in particolare verso gli anni ’50 e ’60, il bidet cominciò ad essere presente in quasi la totalità delle case in Italia e in buona parte di quelle francesi. Molti altri paesi lo adottarono, come il Portogallo e le zone di immigrazione italiana.

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