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La lunga storia della rubinetteria

di: Massimiliano Roveri | pubblicato il: 23 Gennaio 2015

Il piacere del bagno ha una lunga storia alle sue spalle. La rubinetteria non fa eccezione, anzi!

Rubinetteria: tutto comincia dai Romani

La grandezza di Roma imperiale si misurava anche nel grado di civiltà esportato nel resto d’Europa.

Non si trattava soltanto di movimento di truppe, ovviamente. Certo, le legioni servivano per espandere e mantenere il controllo, ma l’espansione romana era anche l’espansione di un modello culturale e sociale, un progetto di “civilizzazione”, sia delle popolazioni che venivano conquistate, sia del territorio: della natura, che veniva modificata e assoggettata, per la prima volta in maniera massiva e razionale.

È per questo quindi che non si muovevano solo le truppe, ed è per questo che forse una delle più impressionanti e “moderne” conquiste della civiltà romana è stata quella della creazione degli acquedotti: esportare, per così dire, insieme alla cosiddetta civiltà anche l’acqua, muoverla dove era necessario, cambiava radicalmente il paesaggio e il rapporto con esso.

Rubinetteria, saune, vasche termali: i Romani si godono il bagno

Conquistatori spietati, sì, i Romani. Ma non per questo incapaci di apprezzare i piaceri della vita: anzi!

E se i banchetti interminabili di cui abbiamo tantissime testimonianze letterarie e pittoriche la fanno da padrone nel farci capire quanto ai Romani piacesse spassarsela, l’invenzione delle terme, potremmo dire proprio nel senso moderno di “centro benessere”, non è certamente da meno!

Tutti abbiamo sentito parlare di calidarium, tepidarium e frigidarium: il controllo dell’acqua, l’averla a disposizione dove e quando serve, era il prerequisito per il piacere che si poteva ottenere alle terme.

E, per quanto possa sembrare banale, sistemi così complessi avevano bisogno anche di quell’elemento che ormai diamo ovviamente per scontato, ma che era, ed è ancora, fondamentale: il rubinetto.

La rubinetteria infatti è invenzione romana. E il rubinetto romano “a maschio” era di per sé una invenzione praticamente perfetta: basti pensare che, di fatto, non ci sono state “innovazioni” nel campo della rubinetteria fino agli inizi dell’Ottocento.

 

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